CyberChallenge.IT Bologna: premiati sei vincitori, qualificati alla finale nazionale di metà luglio

CyberChallenge.IT Bologna: premiati sei vincitori, qualificati alla finale nazionale di metà luglio

Ottime prestazioni individuali e una comunità di competenze condivise grazie a collaborazione e tutoraggio

Pubblicato: 08 giugno 2026 | Premi e riconoscimenti

 Sentimento di gratitudine verso chi ha fornito un servizio o ha generato un beneficio in favore della collettività. Innovazioni per un mondo più inclusivo, aperto, accessibile. Un debito di riconoscenza può essere sussunto in termini di una massima più generale secondo la quale il merito deve essere ricompensato. E a volte questo avviene tramite premi e riconoscimenti.

L'articolo è di Francesca Montuschi, del Settore della comunicazione e informazione del dipartimento.

Si è svolta il 3 giugno a Bologna, nell’Aula Magna del Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna, la cerimonia di premiazione della gara locale della CyberChallenge.IT, programma di formazione e selezione per giovani talenti nel campo della cybersecurity, promosso dal CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica).

Nell’introdurre l’evento, il ricercatore Andrea Melis, coordinatore del programma locale, ha richiamato il valore educativo e innovativo dell’iniziativa; ha evidenziato, inoltre, gli ottimi risultati ottenuti dalla sede bolognese nella competizione locale, svoltasi il 23 maggio in contemporanea a livello nazionale, che rappresentano un indicatore significativo della qualità del percorso: “Quest’anno la nostra comunità ha prodotto 3 first  blood nazionali, oltre 19.000 punti complessivi, 90 flag catturate in 7 ore di gara. Anche su challenge specifiche abbiamo contribuito in modo rilevante: nella ‘bindump’ uno dei nostri studenti è stato tra i 10 risolutori nazionali, mentre nella ‘note share’ due delle otto soluzioni nazionali sono arrivate da qui”.

Questi risultati sono il riflesso di un percorso strutturato e fortemente orientato al learning by doing. Gli studenti si allenano su piattaforme per competizioni CTF, ambienti simulati di attacco e difesa e challenge progressive. A ciò si affianca un sistema di tutoraggio molto attivo, basato sul coinvolgimento di ex partecipanti e giovani ricercatori. Anche se la gara locale è individuale, la preparazione, infatti, è fortemente condivisa e contribuisce a generare prestazioni omogenee.

Bologna si conferma una sede capace non solo di ottenere risultati rilevanti nella competizione locale, ma anche di costruire nel tempo una comunità solida e generativa. Il direttore del Dipartimento Andrea Omicini, ha ricordato che “la competizione è importante, ma l’università è prima di tutto una comunità di docenti e studenti che lavorano insieme per uno scopo comune”. Un principio che si riflette proprio nella distribuzione dei risultati: eccellenze individuali, e una base ampia di competenze condivise.

Il ruolo dei tutor (Eyad Lorenzo Issa, Alan Davide Bovo, Federico Bosi, Giuseppe Aiello, Marco Balducci, Cristian Di Nicola, Elia Soldati, Davide Gianessi, Giacomo Boschi) rappresenta uno degli elementi più distintivi del modello bolognese. Alcuni di loro sono arrivati a confrontarsi anche in Cyber Challenge internazionali, competizioni che costituiscono sempre più anche un canale di selezione e reclutamento nel settore. Ne è un esempio Alan Davide Bovo che farà parte di un circuito di rilievo nella cyber security a Barcellona.

Centrale la relazione dell’ospite, Gian Piero Siroli, su Cybersecurity e Cyberwarfare, che ha ampliato lo sguardo, collegando la formazione degli studenti a una dimensione globale: “La cybersecurity oggi non è più solo una questione tecnica, ma un tema che incrocia geopolitica, relazioni internazionali e sicurezza globale”. Ripercorrendo l’evoluzione degli ultimi decenni, ha sottolineato la necessità di un approccio interdisciplinare e di strumenti di dialogo tra ambiti diversi.

È proprio in questo passaggio che emerge il ruolo specifico dell’università.  Da un lato competizione e il mercato richiedono competenze operative, dall’altro la formazione universitaria offre un orizzonte ampio, capace di integrare tecnologia, etica, diritto e dimensione sociale. Non si tratta soltanto di imparare a risolvere problemi, ma di comprendere il contesto in cui questi si collocano. Lo studio accademico consente agli studenti di sviluppare una consapevolezza critica e di affrontare sfide che sono insieme tecnologiche, culturali e strategiche.

Gli studenti stessi hanno sottolineato che la formazione universitaria non si limita a insegnare “come” fare sicurezza, ma contribuisce a comprendere “perché” e “in quale contesto” farla.

I sei migliori - Lorenzo Shani, Andrea Morelli, Diego Ferventi, Federico Palmiotto, Andrea Pagaria, Romeo Biancalani - rappresenteranno l’Ateneo nella finale nazionale in programma a Salerno dal 12 al 15 luglio 2026.

Riproduzione riservata © copyright 

Album

Foto di gruppo

CyberChallenge.IT

Hai qualcosa da raccontarci? Desideri essere intervistato?

La redazione web del dipartimento è sempre alla ricerca di nuovi contenuti.

Scrivi una mail a disi-redazioneweb@unibo.it